Certe cose non si scordano.

- Hello, Miss Parenti (?)?

- Ehm, no, wrong number!

- Oh, sorry! Fucking shit!

Non mi chiamavano al telefono parlando in inglese da una vita. Mi ricordo ancora l’ultima chiamata, la decisiva, da parte di Dan Shugrue, allora responsabile del progetto S60 Ambassador di Nokia. Ricordo per bene una buona parte del discorso, anche perchè spesso dovevo fermarlo per farmi ripetere le cose, un po’ perchè non capivo al meglio il suo inglese con fortissimo accento americano, un po’ perchè ero emozionato come un bambino che doveva fare il primo giorno di scuola..
"Then come HERE for a six month course, then…" "poi vieni QUI ("qui" erano gli USA) per un corso di sei mesi e…" Ero sbalordito. All’epoca, era l’inizio della primavera del 2008, gestivo il mio blog personale praticamente come se fosse un lavoro, e mi dava già tante soddisfazioni, collaboravo con Nokia, Samsung e con circa una centinaio di sviluppatori di software per Symbian, e mantenevo contatti con altri bloggers di tutto il mondo usando mail e messenger. Facebook era appena un abbozzo e da noi praticamente non si sapeva nemmeno della sua esistenza, e twitter era ancora poco usato. Era l’epoca dei feed RSS e delle newsletter, roba che oggi fa praticamente ridere in confronto. Eppure si riusciva lo stesso a comunicare, e si andava avanti discretamente.
Già da un pò, tramite il programma di testing di Nokia, mi ero riuscito a ritagliare un mio spazio nel panorama italiano, e le cose andavano molto bene. Figuratevi come era stato per me essere chiamato (e quindi voluto) per una cosa del genere. Ero molto più che emozionato. Ero elettrizzato.

Ma dissi di no.

Andare via avrebbe significato salutare, probabilmente per sempre, ciò che avevo desiderato fare fin da bambino, e, credo proprio in quel momento, con quella chiamata, mi resi conto che non stavo andando nella giusta direzione e che stavo allontanandomi dai sogni che seguivo da tempo.
Dissi di no.

Certe volte penso di aver fatto una cosa stupida, di una stupidità magari unica, ma, quasi sempre, finisco i pensieri ridendoci sopra.
Qualche mese dopo negli Stati Uniti scoppiò la crisi economica con il crollo delle banche, il progetto Ambassador prima subì un riassestamento e poi venne definitivamente chiuso. Symbian venne ugualmente ridimensionato, e iniziò ad arrancare dietro agli sviluppi di un iOS sempre più "trendy" e di un Android sempre più agguerrito.
Com’è finita è storia recente, Symbian ha ceduto, o meglio, Nokia ha ceduto. Non ascoltare gli utenti è costato caro al colosso finlandese, e il mercato dei telefoni di fascia alta è passato alla concorrenza, che, per la verità, non è che ha fatto e fa cose sbalorditive, semplicemente "va incontro agli users".
Un esempio su tutti: Google ed i suoi devices. Solo qualche mese fa uscì la voce che Google stesse lavorando con HTC al successore del Nexus One, il "Nexus Two", ma Google smentì ufficialmente. Ma la fantasia dei fan ormai era stata accesa, e sui forum si scatenarono le varie "possibilità", i mokupper e i superphotoshopper si misero subito all’opera. Google, che non è di certo sprovveduta, ha capito che c’erano i numeri per guadagnare dalla cosa, e in poco tempo ha prodotto, collaborando stavolta con Samsung, il suo nuovo telefono, il Nexus S, primo telefono ad avere Android Gingerbread installato. Ecco, a mio parere questo è mancato a Nokia. Non ricordo nemmeno quante siano state le emails scambiate per indicare questo o quel bug, e quante siano state quelle per dire che "il telefono x è bellissimo e praticamente bug free, ma è di plastica e con un processore indecente". Sono state quasi tutte, a posteriori, emails inutili.
Mi dispiace davvero che Nokia non sia riuscita, da sola, a tirarsi fuori dal pantano in cui si è cacciata con le sue stesse mani, e spero davvero che riesca a risollevarsi, ho amato e continuo ad amare questa azienda che in tanti anni mi ha fatto conoscere molti altri appassionati, e mi ha permesso di confrontarmi con loro. Mi, e gli auguro, che la partnership con Microsoft e l’uso di WP7 possano giovare, sarebbe altrimenti una grave perdita per noi appassionati e smanettoni.
Se non ci fosse stata Nokia e se non ci fosse stato il suo Symbian, probabilmente non ci sarebbe stato p@sco. Che fa, ormai, parte dei ricordi, ma che ha comunque fatto parte della mia vita e che mi fa piacere ricordare.

Non so se conoscete il film Eternal Sunshine of the Spotless Mind, del 2004. In Italia è stato tradotto (da cani, lasciatemelo dire) con: "Se mi lasci, ti cancello", il che farebbe pensare ad un film pseudo comico o una cosa del genere. In realtà è un bel film che tratta appunto dei ricordi, anche, e sopratutto, di quelli che si vorrebbero cancellare. Cosa che secondo me è di una idiozia unica.

Cancellare un ricordo significherebbe non avere indietro le sensazioni, i sapori, i colori che quel ricordo evoca, e magari nemmeno la lezione che ci ha dato. E forse si ricadrebbe negli stessi errori fatti mentre si vivevano quei momenti. Credo sia anche per questo che mi capita, a volte, di rileggere qualche articolo del blog, per ricordarmi del p@sco che lo ha scritto, e per fare in modo che il p@sco che legge non se ne dimentichi.

E poi, come è successo oggi, magari ti capita la telefonata che ti fa tuffare nel passato, e, se non ti vede nessuno, scappa pure la lacrimuccia.

 

Ciauz.